Ombre folli

COOPERATIVA LE TRE CORDE- COMPAGNIA VETRANO/RANDISI

di Franco Scaldati
interpretazione e regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi
tecnico di produzione: Antonio Rinaldi

 

…’NA GIAJRNA STIDDHA IU SUGNU, C’U MUSSU PITTATU…
(io sono una pallida stella, con la bocca dipinta)

 

Ombre folli è un testo di Franco Scaldati diviso in sezioni, in cui sono raccontate le storie di vari personaggi. Tutti questi personaggi sembrano collegati, è come se vivessero o avessero vissuto nello stesso fatiscente palazzo, ma la loro vita viene raccontata isolatamente, come il pensiero di un’ombra. Noi abbiamo lavorato finora solo su uno di questi capitoli, quello che si chiama Travestimenti , ma il lavoro, nella sua completezza, comprenderà anche altre ombre, che vivranno l’una accanto all’altra, divise solo da tempi e respiri diversi.

Le ombre di due uomini si raccontano: il primo ha la passione segreta di travestirsi, truccarsi e andare in strada a fare pompini, arte in cui è Maestra, come dice con orgoglio. Ma la sua è una scommessa con la vita, una roulette russa al contrario, perché se qualcuno lo riconosce, il suo piacere si raddoppia, e nel momento dell’amplesso finale lo sbudella.

Il secondo, che dice di amarlo come un figlio, scopre questa sua doppia vita e lo sequestra per redimerlo, e vivere con lui un’esistenza “serena” fatta di rinunce, vergogna e castrazione, in una dipendenza reciproca, fino alla vecchiaia.

Come sempre, nel mondo di Franco Scaldati, chi parla non è mai solo, anche se parla da solo.

Scritto nel suo palermitano poetico, ogni monologo viene recitato da un personaggio e, frase dopo frase, tradotto dall’altra ombra, in un gioco di rispecchiamenti che in questo testo diventa particolarmente crudele e struggente.

Enzo Vetrano e Stefano Randisi