Assassina

di Franco Scaldati

riduzione e regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi
scene e costumi di Mela Dell’Erba
musiche e canti originali composti ed eseguiti in scena dai Fratelli Mancuso

con Enzo Vetrano (la vecchina), Stefano Randisi (l’omino)
e i Fratelli Mancuso (i genitori)

Una vecchina e un omino vivono nella stessa casa dove si preparano da mangiare, si lavano, parlano e giocano coi loro animali: la gallina Santina e il topo Beniamino. Alla parete ci sono appesi i ritratti dei genitori, che di tanto in tanto fanno sentire la loro voce con lirici assoli o divertiti commenti. Ma la vecchina e l’omino non si conoscono, non si sono mai incontrati, anzi ignorano l’uno l’esistenza dell’altro. E quando improvvisamente, una notte, si scoprono a dormire nello stesso letto, che ognuno ovviamente giura essere il suo, comincia un’infinita sequenza di battibecchi, interrogatori, accuse e smentite, scambi di identità…

(…) è proprio la realtà a essere messa in dubbio in questo giallo sotterraneo della coscienza, dove ancora una volta morti e vivi convivono (…)
Franco Quadri, sulla rappresentazione di “Assassina”

 

(…) nel teatro di Scaldati siamo su un piano irreale o surreale, siamo con personaggi e in un mondo ritagliati nella materia del fantastico o del sogno. Sogno come fuga da una realtà (storica ed esistenziale), da un mondo inaccettabile e insopportabile (…)
Vincenzo Consolo, dall’introduzione a “Il teatro del sarto” – Ubulibri